Esperienze

Anch’essa di legno: la noce di preghiera

Ho conosciuto la noce di preghiera a Opwekking (un grande raduno cristiano di Pentecoste nei Paesi Bassi). Lì c’era un signore con delle ‘cose’ davvero speciali. Una di queste era la noce di preghiera. L’ho acquistata e in più ho ricevuto in regalo una bellissima conversazione. Wiebe infatti ha ricevuto il dono di vedere più che di guardare. Cerca di vedere come una persona sta nella propria pelle e parla a partire da quell’osservazione. E poi spesso prega. Lo fa come respirare.

Quando si riceve così la noce di preghiera, la si mette in tasca dopo avervi scritto il nome dei propri cari. Sono ancora lì. La noce non è più nella mia tasca, ma è davanti a me sul davanzale del mio studio. A volte più spesso, a volte meno, la prendo in mano, e anche adesso. E non appena la apro, nascono quasi automaticamente un pensiero, un ricordo e ancora una volta una preghiera.

Questa noce di preghiera è in realtà una sorta di collaboratore pastorale che La guarda con amore e Le ricorda il Suo prossimo (a volte in senso molto letterale).

Nel mio contatto con Wiebe, la presenza di qualcosa di così strano, nel senso di così notevole, mi ha condotto agli altri ingredienti di Wiebe, cioè le sue sculture in legno, anche se mi rendo subito conto che è una descrizione un po’ goffa, perché anche loro sono più della loro forma. Come per la noce di preghiera, colpiscono la forma e la funzione particolari. Entrambe hanno una propria fonte d’ispirazione ed entrambe cercano un contatto con chi le osserva. Entrambe non sono fatte per essere guardate, ma piuttosto per metterci in contatto con ciò che abita dietro di loro e con chi ci sta di fronte. È questo che mi resta impresso: il legame! È la parola che distingue Wiebe, le sue noci di preghiera e tutto il suo lavoro.

Ho scoperto che quel legame esiste davvero dopo aver realizzato un programma televisivo con Wiebe per Omroep Gelderland e Family7, nell’ambito della serie in quattro puntate “De Kunst van God?”

Ho portato i quattro programmi allo Stadsmuseum di Harderwijk, dove era stata organizzata una mostra con i quattro artisti in questione. Se non ricordo male, la direttrice non aveva ancora incontrato gli artisti, ma mi si è avvicinata e, dopo la puntata su Wiebe, mi ha detto: “Che bello, mi ha proprio commosso.” Ecco, questo è il legame nella vita di tutti i giorni. Nessuno se ne accorge, ma Dio continua tranquillamente a operare, a volte in primo piano e, come qui, un po’ più sullo sfondo. Così va con il ‘legno’ di Wiebe!

Rimetto la mia noce di preghiera sul davanzale della finestra. Mi sono tornati in mente i miei compagni di preghiera.